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sabato 4 novembre 2017

L'Osteria di Novara e il suo filetto alla Wellington

E' un tormentone, una fissazione, una smania. Sapete quanto ci tengo, alle bontà del territorio, alla cucina originale, al rispetto della stagionalità. Sapete che ho Novara in testa e la cucina nel cuore...

E allora Novara deve avere le sue nuove super specialità!
Deve avere la sua Osteria dei piatti genuini. Deve avere il suo cuoco appassionato. Deve avere il suo menu a zero asterischi. Deve avere, ad esempio, il suo Wellington!


lunedì 11 settembre 2017

Novara nuova patria del Wellington!

Lui, il FILETTO ALLA WELLINGTON, ha una popolarità che mi esimerebbe da qualsiasi presentazione se non fosse per il fatto che, in preda al mio solito delirio d'amore novarese, ha fatto ingresso nel menu di Beer&ria nella mitica sezione Nuara in gir par al mund!

Novara in giro per il mondo è un viaggio culinario che ho ideato per interpretare ricette internazionali con bontà locali. E' la mia passione, il territorio. Cerco la qualità e la freschezza e poi scateno fantasia e fornelli quindi pure il Wellington è fatto a modo mio. 
Sicuramente conoscete il filetto alla Wellington del pluristellato chef Gordon Ramsay, almeno per aver sbavato davanti alla tv, o per aver letto e visto la personale proposta di stelle nostrane come Sonia Peronaci. Probabilmente già nominarlo vi mette l'acquolina in bocca. E allora ho voluto sfidarmi e poi accontentarvi, con la mia versione molto a km 0 e decisamente gustosa.
Signore e Signori questo è il WELLINGTON alla me manera...ovvero la tagliata l'ho impanata: controfiletto di fassone piemontese nappato con senape forte, avvolto in una sottile fetta di prosciutto crudo, impanato e fritto. Servito scaloppato e accompagnato da salsa d'Avije.
Un piatto forte e ricercato insieme, una di quelle esperienze gastronomiche che meritano davvero di essere fatte. Mettete a cena un Wellington e avrete sicuramente in bocca un sapore memorabile.
WELLINGTON, la quinta ricetta di Novara mondiale! Permettetemi questo campanilismo, credo sia un doveroso ossequio all'eccellenza di zona ma anche una stupenda occasione per dare a Novara un altro motivo per attirare attenzione...la cucina è sempre un bel biglietto da visita!


giovedì 6 aprile 2017

Il mio Wellington

Chi non ha mai gustato o sentito parlare del filetto alla Wellington?
Impossibile negarne la fama, oltre alla squisitezza. Deve le sue origini al generale inglese Arthur Wellesley insignito del prestigioso titolo di duca di Wellington che, molto esigente in fatto di cucina, un giorno si ritrovò finalmente soddisfatto dai cuochi di corte grazie a una portata di carne che finì per prendere il suo nome.
D’altra parte negli ultimi anni il filetto alla Wellington ha vissuto una rinnovata e felicissima popolarità grazie al mitico Gordon Ramsay, pluristellato chef britannico e stella di molti programmi tv, e a prestigiose interpretazioni nostrane tra le quali cito quella, assai invitante, di Sonia Peronaci.
Nella mia piccola cucina una personale rivisitazione del filetto alla Wellington mi è stata suggerita e richiesta da un gentile e fedele cliente. Un buongustaio che mi lanciava una garbata sfida: sai tu proporre alla tavola di Beer&ria un Wellington alla tua maniera?
Impresa ardua, forse addirittura presuntuosa, confrontarsi con certe eccellenze però…la mia passione bruciava, insieme alla creatività. Come un ronzio fisso nelle orecchie. Fino a quel dì, quello in cui iniziai a cimentarmi con le prove. Dalle illustri ricette ai miei pensieri. Elaborando, elaborando, e ancora elaborando…è uscito il mio Wellington, il ‘Wellington alla me manera’ ovvero la tagliata l’ho impanata.
Trattasi, al secolo di Beer&ria, di controfiletto di fassone piemontese (roba che perfino Gordon Ramsay approverebbe alla grande) nappato con senape forte,  avvolto in una sottile fetta di prosciutto crudo, impanato e fritto. Servito scaloppato e accompagnato da salsa d’Avije.

Lo dico, lo ammetto, lo confido, lo confesso: quasi mi sono commosso, davanti al mio Wellington approvato. Sono emozioni, emozioni potenti. E, francamente, botte di fierezza, consentitemelo. Ora però l’emozione è tutta vostra: gustatelo!